giovedì, 12 novembre 2009
E un fucile a meeee...
Faccio una velocissima premessa... ed è che nel dubbio di non lavorare abbastanza, e avendo libero giusto giusto il sabato sera, ho avuto le geniale idea di fare extra in un ristorante.
Deformazione professionale, pare che senza, sto male.
E mi ci trovo benissimo, anche.
I due soci sono persone meravigliose, la mia collega, un tesoro di ragazza.
(sì, sì, una piccola fregatura c'è sempre, ovvio, e in questo caso ha la forma e l' aspetto della lavapiatti, racconterò)
Due sabati fa, comunque, arrivo allegra e saltellante alle 19:30 e scopro con gioia oserei dire enorme che abbiamo tutti i tavoli pieni, comprese tre tavolate di 15/20 persone ognuna.
"sono tre compleanni"
Sigh.
Ora, perchè odio i compleanni?
Perchè la gente si porta la torta da casa, e se va bene è una torta gelato che arriva allo stato liquido, se va male è una pasta frolla dura come un macigno che non tagli nemmeno con la motosega, salvo ridurla in atomi.
Poi ci devi mettere le candeline, accese, e devi farti tutta la sala a luci spente alla velocità di un bradipo, cantando (pure) "taanti auguri a teeee".
Non bastassero le torte... le foto.
No, no, capiamoci.
Foto del festeggiato e/o festeggiata mentre parla, mentre sorride, mentre mangia, mentre beve, mentre scarta i regali, mentre spegne le candeline, mentre versa il vino, mentre va in bagno... e tu sei sempre, e dico sempre, regolarmente in zona foto.
Di solito con una pirofila bollente in mano che non vedresti l' ora di poter appoggiare.
Poi c' è la foto della festeggiata mentre muore soffocata, perchè ha novant' anni a gamba e si sta strozzando con lo spumante. E ti prego non mi morire qui.
Un compleanno come detto, di nonnina novantenne, cento di questi giorni.
Cento?
Ora, non ti par di esagerare??
Età media dei commensali: variegata.
Intorno ai sessant' anni, che sono le figlie, i mariti delle figlie.
Intorno ai trenta, che sono i nipoti vari e i rispettivi coniugi.
Intorno ai cinque, che sono i pronipoti.
E di solito sono orde di pronipotini, che non tiene mai d' occhio nessuno, perchè son tutti concentrati sulla nonna, che seriamente, può tirar le cuoia da un momento all' altro.
Così, te li ritrovi in cucina, dietro al banco, fuori dal locale, in procinto di farsi investire dalla prima macchina di passaggio... è bellissimo.
Un compleanno di laureandi, ma laureandi strani, ingessatissimi, che discutono animatamente tutta la sera su questioni filosofiche.
"ma il pesce, è carne?"
"chiediamo alla cameriera"
O_o
(in cos' è che ti stai laureando, di preciso?)
Infine, il meglio del meglio... compleanno di ragazzetti di terza media.
L' invasione degli Unni?
No... peggio.
giovedì, 12 novembre 2009
E nemmeno la stupidità di quell' uomo.
Oddio, uomo è una parola grossa, eh.
Uff.
Per non saper da dove iniziare, ho deciso di iniziare a caso... dall' asino in sella.
Eravamo rimasti alla raccomandata che non ha voluto ritirare, motivo per cui ho dovuto mandare un fax alla commercialista con copia fedele della mia lettera di dimissioni, tenendo conto che fa comunque testo il timbro sulla mia raccomandata, e fatti suoi se si è rifiutato di ritirarla.
Quindi mi libero (ola in sottofondo), rimangono in sospeso la busta paga di settembre e tutta la controversia poi, relativa ai miei straordinari, eccetera eccetera.
La pratica va avanti, lui rifiuta di pagarmi quanto mi deve, io vengo chiamata dal Ministero del Lavoro, e rilascio le mie dichiarazioni.
Il tentativo di conciliazione è fissato per il 2 dicembre, se poi il signore decide di voler far guerra, problemi suoi, ne pagherà le conseguenze.
Nel frattempo arriviamo al dieci di ottobre, e vien pronta la mia busta paga del mese precedente con relativo tfr, calcolato però sulla base del contratto che mi ha fatto, di 14 ore a settimana.
E va beh, intanto prendo quello, tanto poi se ne riparla.
Vado al ristorante di sabato mattina, avvisandolo per tempo la sera prima, ma mi porto, per ogni evenienza, anche una mia amica, come testimone.
Perchè a me, il fatto che si sia reso così disponibile al telefono, puzza di bruciato.
Gentilissimo, quando entro, e la mia vocina batte un colpo.
"eh già, occhio che adesso ti fa la tirata"
Come-va-come-stai-tutto-bene / sì grazie, splendidamente.
(da quando non devo più vedere la tua faccia meglio ancora, guarda)
Quindi mi porge la busta paga e un foglio, da firmare, e rimane in piedi fermo come un cucù con questo assegno, che stringe forte e non accenna a volermi dare.
Uhm.
Fammi un po' leggere 'sta letterina, và.
"bla bla bla... dichiaro di ricevere tutte le somme a me spettanti e di rinunciare ad avanzare ulteriori richieste"
O_o
"e questa?"
"è una liberatoria"
"ma allora non fai finta... sei veramente convinto di essere furbo e di avere davanti una cretina"
"se non mi firmi questa lettera non ti do l' assegno"
Mi giro verso la mia amica.
"hai sentito tutto?"
"ho sentito forte e chiaro"
Mi guarda un secondo, con un' espressione assolutamente instupidita in volto, poi gli sale il dubbio.
"cosa vorrebbe dire?"
"vuol dire che ti conviene chiamare la tua commercialista e farti spiegare come gira il mondo, genio, perchè riceverai a brevissimo notizie dal mio avvocato"
Deve averlo fatto, perchè nel pomeriggio (di sabato? ^__^) mi ha chiamata la commercialista, la quale dopo una profusione di scuse e di maledizioni indirizzate al suo cliente, mi ha chiesto se poteva passare lei stessa a casa a consegnarmi l' assegno.
^__^
E ci rivediamo a dicembre.
Cretino cretino cretino cretino
giovedì, 12 novembre 2009
"volete iniziare ad ordinarmi da bere?"
"eh? ah sì, cosa c'è da mangiare?"
O_°
(e no, no, porco cane, non mi puoi iniziare la serata così)
Piesse: sono stata un pelino pelino impegnata... e ho tipo duemila cose da scrivere... non recupererò mai, credo. ^__^
mercoledì, 30 settembre 2009
Quell' uomo, è un cretino.
Mi passate l' insulto così brutale? E' che come dire, quando ci vuole, ci vuole doppio.
Vediamo come spiegarla in breve.
Quando ho parlato con Giulio per il nuovo posto di lavoro, ero in malattia.
La mano non migliora, è sempre lì, mezza morta, e ne sta facendo le spese tutto il mio servizio di piatti, per capirci, perchè quando li lavo la metà delle volte mi cede la presa e mi cadono.
Comunque, seguendo il consiglio della sindacatessa, il giorno stesso in cui scadeva il primo certificato di malattia, anzichè presentarne un altro, ho preferito dare le dimissioni immediate, senza preavviso, per giusta causa.
(posso farlo avendo lavorato in nero)
Quindi scrivo la mia bella letterina, e vado in posta a fare una raccomandata con ricevuta di ritorno.
Questo venerdì pomeriggio.
Nel frattempo, con Giulio, son d' accordo di iniziare lunedì prossimo, perciò ho ampiamente tempo.
Me lo sono presa, il tempo, perchè la vocina della mia coscienza suggeriva di farlo... che, testualmente "con l' asino sellato non si può mai sapere".
Oggi mi richiama la sindacatessa.
"Kalì, ciao, senti ma tu hai dato le dimissioni?"
"sì certo, come eravamo d' accordo"
"ecco, perchè c'è un problema"
"...uhm, quale?"
"il tuo capo non ha ritirato la raccomandata, si è rifiutato"
"..."
"no, è per dirti, che ad oggi sei ancora in forze... a meno che non mandi copia della lettera alla commercialista, via fax"
"..."
"Kalì, ci sei ancora?"
(mi riprendo dallo stato di shock)
"sì, sì no ci sono... è che stavo cercando di capire una cosa"
"quale?"
"un uomo che non vedeva l' ora di avere le mie dimissioni, tanto da arrivare a ricattarmi, perchè rifiuta di ritirare la raccomandata con la quale gliele presento?"
".... è un cretino?"
E' un cretino. Di più.
E' l' asino sellato.
mercoledì, 30 settembre 2009
- mansionario cameriere (credo le sappia anche mia nonna le mansioni di un cameriere, e non le ha cercate in rete)
- prodotti scaduti orticaria (uno dei motivi per cui è utile leggere le date di scadenza)
- vieni con me (dipende, dove mi porti?)
E va bene, dico, va benissimo.
Ma...
Buca nera pelosa?
Buca nera pelosa????
(O.O chissà cosa voleva dire...)
giovedì, 17 settembre 2009
- EDUKESCIONAL
(eh vabbè, chi la fa la aspetti, ho iniziato io)
- lei ed mi
(ti è morta la maestra quando andavi alle elementari?)
- (t)
(quando si dice il dono della sintesi)
giovedì, 17 settembre 2009
Il ristorante in cui sono andata a parlare ieri ha degli orari meravigliosi, su turni di otto ore, dalle 8:00 alle 14:00, dalle 12:00 alle 20:00.
E' chiuso la domenica e alle feste, fantastico.
Vi state chiedendo dov'è la fregatura?
Farebbero un contratto part time a cinque ore, per 700 euro al mese, più 150/200 in nero, per la differenza.
E dovrei fare anche la lavapiatti e l' aiuto in cucina.
Direi che non ci siamo.
Perchè:
- o faccio la cameriera, o faccio la lavapiatti, o faccio l' aiuto in cucina
- se lavoro otto ore e mi paghi cinque ore in regola e tre ore in nero, quelle tre ore me le devi strapagare, non sottopagare
Ho ringraziato, dopo aver educatamente rifiutato.
Non sono ancora fuori adesso da una grana di questo genere, aspetta che mi infilo diretta in un' altra simile.
Così, mentre oggi andavo a fare il colloquio con la sindacatessa, e riflettevo mesta su quanto la gente sia scorretta, soprattutto in questo settore... ricevo la telefonata di un' amica/ex collega, che lavora in un bar in cui ho già lavorato un paio di volte.
E' un bel posto, assumono in regola piena, senza ore in nero, lo stipendio si aggira intorno ai 1100/1200 euro al mese, e si lavora su turni di 7,5 ore, dal lunedì al venerdì.
Domenica chiuso, sabati alterni se serve, pagati tutti straordinari... ma la maggior parte delle volte si arrangiano i capi, quindi si sta a casa.
Peccato assumano da settembre/ottobre a giugno massimo, perchè poi d' estate lavorano meno e loro, tre fratelli, bastano e avanzano.
Mi chiamano sempre, tutti gli anni, anche se spesso capita che quando chiamano io stia già lavorando altrove, mentre la mia collega, che vive ancora con i genitori, fa due/tre mesi di "ferie" e tutti gli anni aspetta loro.
"Kalì, bambina, dimmi che sei libera"
"mi stavo giusto domandando che fine avessi fatto, hai ricominciato?"
"inizio lunedì, Gulio mi ha chiamata ieri, ma ha perso il tuo numero quindi ha detto a me di chiamarti... ma allora, dimmi, sei con me? dimmi di sì ti prego, quest' anno mi è toccato lavorare con una che... l' avrei ammazzata"
"sono in malattia fino al 25, un postaccio, lascia stare... posso liberarmi n 7 giorni credo"
"oh va bene, se dico a Giulio che ci sei di certo non si fa problemi ad aspettarti una settimana in più, allora ci conto?"
"contaci... dì a Giulio di chiamarmi settimana prossima, io intanto mi informo bene quando posso mollare"
La mia collega è una ragazza fantastica, i capi, tre fratelli, uno più fuso dell' altro, simpaticissimi.
E i clienti.... beh, ci sarà di che scrivere. ^___^
mercoledì, 16 settembre 2009
"ho un contratto di 14,5 ore a settimana"
"e quante ne fai in realtà?"
"indicativamente ne ho fatte 8 al giorno, fino al 12 luglio, mentre dal 13 sono riuscita a strapparne 6,5"
(faccia perplessa)
"e quanto ti paga?"
"700 euro al mese, più della metà in nero"
( grassa risata)
"questo a me fa venire l' orticaria, quasi quasi me lo mangio. Chi è il commercialista?"
"tizio caio"
"uh, buono per i calli quello, non ci voglio nemmeno parlare, chiamo direttamente la sua socia e in due minuti vedrai che risolviamo il tutto"
Telefona, io ascolto.
"ciao *******, ho un problemino qui con quel cretino del tuo socio"
"sì, esatto, la ragazza... ma senti, ti rendi conto di che contratto le hanno fatto?"
"ecco, perfetto, ci rifacciamo due conti io e te... come? no no, la ragazza mi sta dicendo che non ci tiene assolutamente a rimanere, anzi credo abbia già qualcosa sotto mano... sì, dimissioni nel caso, ma digli pure di scordarsi il preavviso, con quello che le hanno fatto passare ci manca solo che gli da gli otto giorni... sì, esatto, dimissioni immediate per giusta causa"
La telefonata continua più o meno su questa falsa riga, per una decina di minuti.
"ti do un compitino da fare a casa... mi devi fare un prospetto mese per mese delle ore che ha lavorato"
"nessun problema, le ho segnate tutte, posso portartelo domani mattina"
"ah, che meraviglia sentire queste cose... ma senti, come hai detto che si chiama il ristorante?"
"*********"
"ussignur... ma sai che è stata qui una ragazza oggi a dirmi che doveva iniziare lì, perchè quella che c' era prima andava a fare la rappresentante?"
O__O
(grassa risata, mia questa volta)
"credi sia scorretto avvisarla?"
"no cara, anzi, è un servizio di pubblica utilità... aspetta che la chiamo e te la passo"
Mi passa questa ragazzina al telefono.
Le faccio una sintesi di tutto quello che ho scritto in questi mesi nel mio blog, le confermo ore reali e busta paga effettiva, e toh, le avevano detto che sarebbe stato solo per i primi tempi, che avrebbe fatto meno ore, che poi avrebbero aumentato, che sarebbe stata indipendente, che avrebbe gestito il lavoro come meglio credeva, bla, bla, bla.
Dove le ho già sentite queste cose? ^___^
Morale della favola, accettava l' altro posto che le hanno offerto e chiamava oggi stesso l' asino sellato per dargli picche.
Non è vendetta questa, non guardatemi così. ;)
E' solidarietà tra cameriere, è giustizia, ed è un servizio di pubblica utilità.
Avete mai provato a pensare che spesso, dovremmo essere noi a chiedere un curriculum e delle referenze ai datori di lavoro?
No?
Pensateci.
Dunque, mi dica... come tratta lei il personale?
Ha il braccino corto?
Paga le ore straordinarie?
E mi dica, mi dica, come mai ha cambiato tre cameriere in un anno?
^__^
martedì, 15 settembre 2009
E nemmeno mi piace, la Sambuca.
E' forse l' unico alcolico che proprio non riesco a bere, nemmeno nelle serate più afose, quelle in cui ormai hai finito tutto, e finisci a berti persino la grappa ai frutti di bosco, che diciamolo... fa un po' schifo.
Ma stavo dicendo?
Ah sì... che sono in stand-by, con il blog, perchè da sabato mattina non sto lavorando.
L' asino sellato mi sta dando riposi, poi magari spiegherò nel dettaglio.
In ogni caso, è facile che da domani io mi metta in malattia... oddio, non che pianga all' idea di non vederlo.
Mi mancherà lavorare. Nonostante tutto, a me piace lavorare, mi diverto.
Ma ho quel problemino con la mano sinistra... ed ecco, mi farebbe piacere, ma tanto, se i medici che mi stanno visitando si volessero mettere d' accordo.
Mica altro, eh, giusto per sapere di che morte devo morire.
Ho il mio medico, che parla di un' infiammazione di Dio solo sa quale tendine.
L' ortopedico, che parla di una lesione al nervo radiale.
Il neurofisiatra, che parla di una lesione al nervo, sì, ma quello ulnare.
Io in mezzo.
Cosa faccio, tiro la monetina in aria?
Di certo c' è solo la morte del mio dito mignolo e l' agonia dell' anulare.
Mi fa talmente pena quest' ultimo che sto quasi pensando di smettere di farlo soffrire e dargli una pietosa mazzata finale. O_o
Che altro?
Sto mandando curriculum a destra e a sinistra, questa sera ho un colloquio in un altro ristorante (incrociate l' incrociabile, anche il non incrociabile, gli orari sarebbero a dir poco meravigliosi), domani ho appuntamento con la sindacatessa, e non è nemmeno una parolaccia. ^__^
Ed ecco a voi uno stralcio saliente della nostra telefonata di oggi:
"ok, allora va bene domani alle 14:30, porti tutta la documentazione in suo possesso... posso chiederle dove lavora?"
"sì, certo, lavoro al ****"
"ecco, altro posto in cui non potrò più andare a mangiare... sa che per "colpa" vostra, non posso più andare a mangiare una pizza in nessun ristorante della provincia?"
^__^
Mi è già simpatica.
venerdì, 11 settembre 2009
Ma anche campo minato.
Io sono buona, ho detto mille volte che sono buona. Tre volte, che poi significa mona. ^__^
Ma ho dall' altra questo piccolo particolare, questo difettuccio, di non avere un equilibrio mentale stabile, e di saper essere poi anche alquanto stronza.
Le sto ingoiando tutte.
Ingoio e sorrido, non potendo fare altro, almeno li prendo per i fondelli.
Ieri sera...
"Kalì, una persona come te secondo me non ha amici"
E' un commento personale questo, assolutamente gratuito?
Lasciando stare l' assurdità intrinseca, è una cosa detta al solo ed unico scopo di farmi sbottare?
Non sbotto mica, no.
Ti rido in faccia, ti dico che hai ragione.
"non fare la stupida!"
Detto davanti a dieci persone.
Motivo?
Dovevo dare resto ad un cliente, cinque euro e spicci... cassa vuota, perchè il contante se lo tiene lui nel portafogli.
E lui era fuori, seduto, con il cliente.
Ho dato il resto in moneta, e mi sono presa della stupida.
Sorrido. Sorrido e sto zitta perchè se parlo so che dico di più.
"questa serabbe la tua professionalità? mi fai ridere"
C'è un quadro in saletta attaccato alla parete. Il chiodo non regge bene pare.
Io avrei dovuto accorgermene, e non essendomene accorta, non sono professionale e faccio ridere.
Hai proprio ragione, sì.
Lunedì iniziamo ad andare a parlare con i sindacati però.
Che quando è troppo è troppo, nè.
E prima di andare via vedremo di farmi rimborsare un po' di cosucce.
Il livello contrattuale, le ore in nero, le ferie, i contributi, il tfr... tutto.
Sai, io sono stupida. Non sono professionale.
E non avendo amici, non ho nessuno con cui sfogarmi.
Quindi sai che faccio?
Me la prendo con te.
^___^